SERVIZIO DI MEDICINA DELLO SPORT
REPUBBLICA DI SAN MARINO

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PREGI E DIFETTI DELL’ALLENAMENTO IN ALTA QUOTA

VI SPIEGO PERCHE’ MOSER EFFETTUO’ I SUOI TENTATIVI PER RICONQUISTARE IL RECORD DELL’ORA A CITTA’ DEL MESSICO (2250m s.l.m.) DOPO UN PERIODO DI ALLENAMENTO IN ALTA QUOTA.

Cosa si intende per quota?

E’ stata attuata una suddivisione basata su criteri biologici e fisiologici:

BASSA QUOTA da 0 a 1800m s.l.m.
MEDIA QUOTA da 1800 a 3000m s.l.m.
ALTA QUOTA da 3000 a 5500m s.l.m.
ALTISSIMA sopra i 5500m s.l.m.


Cosa si intende per atmosfera?

Involucro gassoso (aria) che circonda la terra per 2000 Km.

FISIOPATOLOGIA:

In altura si ha una
diminuzione della pressione atmosferica
a cui consegue una
diminuzione della pressione parziale di ossigeno nell’aria
(IPOSSIA)

Tale situazione determina:

In acuto (1h-1 giorno)
degli AGGIUSTAMENTI
come
Aumento della ventilazione
Aumento della frequenza cardiaca
In seguito (1 settimana-1 mese)
Una acclimatazione con ADATTAMENTI
quali
Aumento numero globuli rossi
Aumento dell’emoglobina e della capillarizzazione muscolare
Aumento consumo di ossigeno a velocità submassimali
Aumento corredo enzimatico
Diminuzione del numero di mitocondri (in passato si credeva aumentassero!)
Aumentata produzione di Eritropoietina da parte del rene con aumento dell’ematocrito per compensare la ridotta saturazione di ossigeno
Diminuzione della soglia anaerobica
Perdita peso
Adattamenti ormonali
Tali modificazioni fisiologiche persistono una volta ritornati in pianura.
A lungo termine (Life long)
la Malattia di Monge caratterizzata da intensa desaturazione del sangue (viso colore rosso-cupo, gonfio), aumento dei globuli rossi, aumento del volume ematico e della viscosità. Clinicamente dispnea ed enfisema.


CARATTERISTICHE DELL’ALLENAMENTO IN ALTA QUOTA

PERIODO OTTIMALE: 3-4 settimane
QUALITA’ DEL LAVORO: Applicazione assoluta del principio di individualizzazione del carico.
Nella prima settimana carico basso per favorire l’adattamento alla quota:lavoro lungo-lento.
Nelle settimane successive aumento graduale del carico:lavoro lungo e medio ad intensità relativa poi lavoro medio e specifico con crescita progressiva dell’intensità.
RECUPERO: Il recupero è importante perché più lento in quota.
ALIMENTAZIONE: Alimentazione ricca di carboidrati e di proteine, per aiutare i processi anabolici. Un supporto supplementare di ferro può aiutare la formazione della emoglobina.
Sorvegliare il bilancio dei liquidi (con la quota si riduce la sensazione di sete). Bere dai 3 ai 5 litri di liquidi al giorno. Le bevande consigliate sono:
tè, succhi di frutta, latte ed acqua minerale.
Evitare le bevande gassate.
AVVERTENZE: Prima della partenza per lo stage in altitudine atleti ed accompagnatori (allenatore e massaggiatore) dovranno sottoporsi a visita medica per verificare l’idoneità all’altitudine.
Curare eventuali carie prima della partenza.
Evitare di esporsi eccessivamente ai raggi solari.
Usare creme protettive con fattore protettivo superiore a 10.
Coprire il capo per evitare insolazioni.
Predisporre programmi adeguati ed interessanti per il tempo libero dagli allenamenti.
Sensibilizzare gli atleti alla bellezza ed alle caratteristiche naturali dell’ambiente montano, per combattere i fenomeni psichici che possono accompagnare un allenamento in altura.

QUADRI PATOLOGICI

MAL DI MONTAGNA ACUTO: Raro. Si verifica appena giunti in quota e dura circa 2-3 giorni.
Sintomi: Stanchezza fisica e mentale
Mal di testa
Nausea e vomito
Disturbi sonno
Difficoltà respiratoria
Prevenzione: Ascensione lenta.
Trattamento: Analgesici.
Eventuale ritorno a quota più bassa.

EDEMA POLMONARE ACUTO al di sopra dei 2700-3000m.
Complicanza rara. Caratterizzato da dispnea, tosse, espettorato ematico, cianosi e coma.
EDEMA CEREBRALE sopra i 3000-3600m.
Attenzione ai sintomi perché simili al mal di Montagna acuto! Astenia, cefalea grave, Disturbi del sonno, allucinazioni.

CONCLUSIONI

La quota è stata utilizzata per migliorare le prestazioni, perché stages di allenamento in altura si è creduto migliorassero le capacità aerobiche.

Da qualche anno tali concetti sono in discussione in quanto:

E’ stato visto che in soggetti fortemente allenati il VO2Max non varia con la quota
Le modificazioni a livello ematologico non sono da imputare all’aumento della eritropoietina, ma a modificazioni del volume plasmatico
I mitocondri, come detto, non aumentano bensì diminuiscono
Esistono effetti negativi come disidratazione, rischi per esposizione a raggi U.V. e cattiva influenza sull’umore.
COME PUO’ UTILIZZARSI ALLORA LA QUOTA?

Per migliorare la capacità di utilizzare ossigeno (via ossidativa): Allenamento in altura e recupero a livello del mare.

Per migliorare la capacità di trasporto dell’ossigeno: soggiorno in altura (21-25 giorni) ed allenamenti qualitativi a livello del mare.

Per migliorare la capacità aerobica e tampone muscolare: Allenamenti in altura per 10 giorni.

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